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giovedì 27 giugno 2013

Eni Gas e Luce - mai vista azienda più inadempiente

Credo di aver già scritto una volta della nostra disavventura con Eni, che nel 2011 si perse la nostra pratica, pratica che ristipulammo a febbraio e non vedemmo mai attivata, finchè ad ottobre 2012 abbiamo disdetto il contratto, non sapendo mai se fu Hera a non farci passare o Eni ad essere straincompetente.

Fatto sta che ci siamo fatti 4 mesi con Edison, che per quanto costosa sia stata, ha fatto tutto a regola d'arte e puntuale come un orologio svizzero.
Tuttavia, non contenti, abbiamo riprovato a passare con Eni, che ci promette praticamente la metà di quello che paghiamo con Edison.
E così ritentiamo a marzo a passare a sta benedetta Eni Gas. Ad oggi non abbiamo ricevuta alcuna comunicazione da loro e sul sito risultiamo ancora in attivazione (quando l'attivazione della fornitura era prevista per il 1/6/2013). Chiamiamo Edison per dare l'autolettura, visto che pare che siamo ancora con loro, ma al call center due volte mi confermano che non c'è più alcun contratto in essere con loro e che dal 1 giugno siamo passati sotto altro fornitore...

Rimango interdetta.

Sul sito di Eni risultiamo ancora in attivazione e al call center di Eni mi dicono che infatti non siamo ancora attivi.

Domanda lecita: Chi mi sta fatturando il gas?

Mi sono scocciata di questa bufala del mercato libero! Mi sono scocciata di essere presa in giro, o in alternativa, di dover pagare fior di quattrini per il gas.

Volevo solo condividere con voi questa situazione a dir poco incresciosa e vorrei chiedervi se avete avuto problemi simili...

Aspetteremo un paio di settimane, ma se a luglio risultiamo ancora in attivazione passeremo a qualche altro fornitore e appenderò un bellissimo cartello fuori dalla porta di casa "Se siete venditori privati o per conto di terzi non bussate nemmeno perchè mi riservo il diritto di non aprire. Non ci serve niente. Se mai ci servirà qualcosa saremo noi a chiamarvi"

sabato 23 marzo 2013

Un'altra delusione del cinema italiano

Se c'è una cosa che non sopporto è leggere un libro, innamorarmene, e poi guardare la sua trasposizione cinematografica e non riconoscere assolutamente niente del libro che ho letto.

Mi è successo con "Il giorno in più" di Fabio Volo.
Il libro parla di quest'uomo disilluso dell'amore, Giacomo, che un giorno incontra una ragazza sul tram, Michela, e, ogni giorno alla stessa ora, la rivede e scambia con lei degli sguardi, come se comunicassero senza però parlarsi. Un giorno, la ragazza lo invita a prendere un caffè, e quando sembra che la cosa si stia per evolvere gli dice che il giorno dopo partirà per sempre per New York.
Lui, dopo un po', spinto anche dall'amica Silvia, decide di andare a New York e sorprendere la ragazza, a costo di risultare un pazzo. Lei, invece di spaventarsi e pensare di essere al cospetto di uno stalker, è felice che lui sia andato lì, e gli consegna il suo diario, dove parla di lui e dei loro incontri sul tram.
I due iniziano una storia che dura solo 9 giorni, poichè poi lui deve ritornare in Italia, e la ragazza gli propone un gioco: di fare un minifidanzamento con la data di scadenza, così da vivere il tutto più intensamente, già però con la consapevolezza che tutto finirà entro 9 giorni.

Non vi racconto il resto del libro, ma il succo è questo.

Fabio Volo racconta questa storia in modo leggero, divertente, a tratti esilarante; i suoi personaggi li ho visti davanti ai miei occhi e li ho amati così come sono, proprio perchè prendono le cose come vengono e fanno dei discorsi profondi, come quello della vasca da bagno, dove sembra non esserci un filo logico, eppure il filo logico c'è.
Le emozioni che ho provato leggendo questo libro sono state leggere e allo stesso tempo intense, mi hanno lasciato un bel segno, un ricordo, e quando ho finito di leggere mi sono ricordata che era uscito il film di questa bellissima storia e non vedevo l'ora di vedere questi personaggi in carne ed ossa.

Non l'avessi mai fatto.

Il film "Un giorno in più" non ha nulla del libro. Lo avrei apprezzato di più se gli avessero dato un nome diverso e non avessero tentato di vendere uno scempio simile con il titolo di un libro che merita.
I personaggi, a partire dal protagonista, non hanno nulla che li riconduca alla loro versione cartacea. Sono vuoti, sterili, e sembrano una caricatura grottesca dei loro alterego.
Prendiamo ad esempio il personaggio di Silvia. Io, leggendo di lei, mi sono immaginata una persona allegra, simpatica, che vede in Giacomo solo un amico (poichè nel libro è anche specificato il fatto che loro avessero provato a stare insieme ma si erano scoperti non adatti al ruolo di amanti ma perfetti in quello di amici), con una vita matrimoniale ormai sull'orlo del fallimento tenuta insieme solo dalla presenza della figlia. Silvia è un personaggio intraprendente. E' lei a trovare l'indirizzo dell'ufficio di Michela a NY e a passarlo a Giacomo spingendolo ad andare da lei. Silvia è come l'angelo custode di Giacomo.
Ecco, nel film è una patetica divorziata che si piange addosso e tenta ineluttabilmente di attrarre l'attenzione di Giacomo che non se la fila manco di striscio se non per chiederle dei favori.
T E R R I B I L E.
Per non parlare di Michela... un personaggio più insipido e banale non lo si poteva creare. La Michela di carta era un mistero. Era attratta da Giacomo e non lo vedeva affatto come un fastidio, come sembra invece per la Michela del film; quando lui va a NY da lei, gli confessa che lo stava aspettando e lì gli consegna il diario che parla dei loro incontri fugaci sul tram. E' lei a proporre la storia del fidanzamento a scadenza a Giacomo e non il contrario. Michela è un personaggio profondo. E' una donna che non vuole legarsi e legare a se un uomo, ed è questa la chiave che le fa vincere il cuore di Giacomo.

E poi, dulcis infundo, Giacomo: Giacomo del libro è un uomo buono. E' solo stato ferito nella vita, da un padre che lo ha abbandonato, una madre soffocante, una fidanzata che lo ha tradito per il suo amico... Giacomo è come Michela, e in lei vede la donna giusta e decide di inseguire il sogno volando fino a NY per capire se per Michela è lo stesso.
Il Giacomo del film è un'uomo odioso. E' uno stronzo, opportunista che cerca di infinocchiare amici e colleghi di lavoro, inventandosi una fidanzata che non esiste per evadere gli impegni di lavoro. Appioppa il cane regalatogli da Silvia al suo "amico" Dante solo perchè non sopporta il cane e nemmeno il collega.
E, a differenza di Giacomo del libro, decide di fare un detour a NY mentre sta andando in Argentina per lavoro, facendo così perdere alla sua compagnia un cliente importante. Mentre Giacomo cartaceo decide di andare a NY per Michela, e non perchè si trova lì "di passaggio".

Per non parlare di tutte le alterazioni narrative che ci sono nel film. Era come vedere solo il filo conduttore (e nemmeno) del libro; aspettarsi ogni poco che la storia prenda la piega che conosci, ma non succede mai.
Il finale, scopiazzato un po' da "C'è posta per te" e un po' da "Serendipity", cerca di dare al film quel tono di sogno che non riesce a rubare al libro, ma si scioglie solo in un finale patetico e banale, da film di serie B.

Davvero, qual'è il motivo di trarre un film da un libro, se poi lo devono rovinare, ridurre in brandelli e rimontarlo come un Frankestein? E' terribile, e scontenta l'audience che va al cinema per vedere una cosa che poi non è quella che voleva vedere.

Se non avete mai visto il film o letto il libro de "Il giorno in più" vi consiglio perdere qualche ora in più a leggere il libro che vi regalerà dei bei momenti e di evitare di perdere un paio d'ore a guardare un film spazzatura come la maggior parte del cinema italiano. Fatevi questo favore.

martedì 28 febbraio 2012

Matrimonio: perchè io ci credo ancora

Desidero fortemente la primavera e l'estate... sono delle stagioni che mi rigenerano e mi danno forza. Non so perchè, ma è sempre stato così...

Una mia cara amica americana ha ricevuto la proposta di matrimonio (in inglese si dice engaged ed equivale al nostro "fidanzarsi" solo che poi in America si sposano in pochi mesi): in America funziona così: si è boyfriend and girlfriend quando si esce, si va agli appuntamenti.. diciamo che ti conosci con il tuo lui/lei e poi, dopo un po' di tempo, lui fa la proposta e se lei risponde di sì, diventano "fidanzati", ossia engaged, e si sceglie una data per il matrimonio.
Diciamo che in Italia questa linea di confine è un po' più confusa. Si sta insieme e si dice che siamo fidanzati, ma in realtà, spesso, non si ha nemmeno intenzione di sposarsi.
La situazione è ancora più intricata quando si convive... spesso si rimane in questa situazione di "stallo" e si decide che la convivenza è il punto di arrivo.
Queste sono solo mie considerazioni e riflessioni, ovviamente. Conosco tantissime persone che il matrimonio non lo considerano minimamente. Anche questa è una grossa differenza tra il nord e il sud: sono pochissimi gli amici che ho qui che sono sposati o hanno intenzione di farlo, mentre a Salerno, anche chi convive, ha comunque intenzione di compiere il grande passo un giorno o l'altro.
Io convivo e sono felice della mia situazione sentimentale. Ma il matrimonio per me è importante.
Per me non è solo un pezzo di carta dove mettere una firma.
Quando deicidi di sposare una persona (parto dal presupposto che lo si faccia dopo averci pensato bene e che si ha davanti la persona giusta) lo fai perchè senti che quella persona è quella con cui vuoi passare il resto della vita. E' quella persona con cui vuoi stare nella buona e nella cattiva sorte e in salute o in malattia... certo, sono cose che faccio tutt'ora con il mio ragazzo e lo fa chiunque conviva per amore. Ma sposarsi per me è diverso. E' un passo che fai, è una decisione che prendi e di cui sai che non ti pentirai (perchè se anche ti sfiora il pensiero che tu possa pentirtene c'è qualcosa che non va). E' una dimostrazione d'amore che va oltre la firma, che va oltre la legge...
Io non capisco quelli che dicono che un giorno l'amore finisce e la passione sfiorisce... Se si parte da quel presupposto allora sappiamo già che il nostro attuale partner sarà come uno spazzolino: quando la cosa non va più lo si getta via e ne si compra un altro. Invece no! Questa è la visione di oggi, quando  una cosa non ci va più bene la si mette da parte e ne si prende una nuova e diversa. 
Ma l'amore vero è diverso. L'amore vero è proprio questo: scegliere il proprio partner di VITA (quindi farlo cognizione) e poi decidere di sposarsi perchè quella persona non è uno spazzolino ma è qualcosa che scegli per la vita.
Il matrimonio è un'istituzione che esiste da sempre. In quanto cristiana,  per me, il matrimonio è un legame benedetto da Dio. Ma in quanto essere umano, se dovessi analizzare la cosa al di fuori del mio credo, vedo il matrimonio come la decisione di creare un legame che si basa su qualcosa di più concreto della mera convivenza. E' la concretizzazione dell'amore che esiste di già con la convivenza. Per me non è affatto una palla al piede, o una catena...
Oggi i media e la società ci portano a pensare che il matrimonio sia solo una barzelletta. Ci si sposa per fare la comunione dei beni, così, quando mi metti le corna, mi devi pagare gli alimenti... oppure ci si sposa solo per avere il bel vestito e la cerimonia, e poi dopo un mese siete giù dal divorzista.
Io stessa provengo da una famiglia di separati (i miei stanno divorziando da anni ormai) e in prima persona dovrei non credere nel matrimonio... eppure io ci credo.
Ho visto come entrambe le coppie dei miei nonni si siano amati, o si amino ancora dopo più di 50 anni di matrimonio. E penso che non sia sempre stato rose e fiori...
La società sta cambiando, è vero... ma non vedo perchè un simbolo d'amore così bello e importante come il matrimonio debba essere ridicolizzato... E' stesso la gente che ha ridotto il matrimonio a diventare una scemenza, così come la chiesa cattolica svergogna quotidianamente Gesù spacciando i loro dogmi per la Parola di Dio, quando non è affatto così, e se i cattolici leggessero la Vera Parola di Dio lo saprebbero bene (ma questa è un'altra storia).
Io non sono affatto contro la convivenza, perchè io stesso convivo. Ma spero solo che la mia convivenza, un giorno non troppo lontano, possa trasformarsi in un matrimonio, perchè per me è fondamentale ripristinare la bellezza e l'importanza di un gesto così importante che significa molto di più di quello che oggi si vuol fare intendere. 

martedì 21 febbraio 2012

Somewhere there will be a land

Credevo di essere scampata al virus dell'influenza quest'anno... invece mi ha beccata in pieno, e ora sono qua a scrivervi con il naso che mi fa male dal tanto sfregarlo e ho la testa che sembra piena di ovatta =_="

Aldilà di cio... sono davvero stanca ultimamente e mi sembra di non riuscire a star dietro a nulla. Praticamente il lavoro assorbe il 60% del mio tempo e tutto il resto se ne va in scuola, compiti, casa e dormire (perchè sennò non recupero). E' davvero un periodo che spero passi presto perchè sembra che il karma abbia deciso di punirmi per qualcosa che non so.
Mi dico che dovrei ultimare il curriculum creativo che ho da parte da un po', che dovrei rifare la veste grafica del mio portfolio, che dovrei applicarmi sui compito della scuola perchè anche quelli fanno portfolio... ma è come se non riuscissi a concludere nulla. Non so se è l'effetto che mi fanno i primi mesi dell'anno: è una sensazione che ho solitamente verso Gennaio/Febbraio, quella che il tempo mi sfugge dalle mani e io posso solo piegarmi allo scorrere degli eventi; oppure sono io che in questo periodo non ho la forza fisica e mentale di "risorgere dalle ceneri" e di cominciare da capo.
Infondo penso di poterlo fare... di avere tutte le carte in regola per farlo. Sto sviluppando un mio stile personale, ho molte più conoscenze di quelle che avevo un anno fa, ho tanta voglia di lavorare nel campo che sogno da quando ero ragazzina e creavo i miei primi siti in html. E' una passione questa che non mi ha mai abbandonato, che è cresciuta sempre più, che si è fatta spazio a gomitate tra le varie passioni che ho sempre avuto - le lingue, la scrittura e la lettura, la musica e quant'altro - è riuscita a resistere ai tanti ostacoli che mi sono stati posti davanti e ancora regge, attaccata alla roccia più alta del mio io, perchè fare la grafica e creare dal niente immagini che comunicano qualcosa, che suscitano un sorriso e che fanno anche solo pensare "che carino" mi rende felice e mi fa stare bene, mi definisce come persona... è quello che devo fare e che ho sempre avuto dentro di me.
Mi è stato detto spesso, anche ultimamente, che avrei dovuto scegliere altro... che il mio sogno non mi ha portata da nessuna parte, che per adesso sto facendo un lavoro che non ha nulla a che vedere con i miei studi e che non mi gratifica, che ho sbagliato. Allora è così? Ho sbagliato a seguire le mie passioni e avrei dovuto scegliere la noia e il tedio di una facoltà universitaria che avrebbero affossato la mia creatività? Ho sbagliato a credere nelle mie capacità e nei miei sogni perchè oggi come oggi il mercato è saturo e c'è la crisi?
Non posso arrendermi, non adesso. Ho investito tutto in quello che sto studiando. E ne sto vedendo i frutti, poco a poco: e non sono solo i miglioramenti che io stessa posso constatare, ma sono anche le persone che mi seguono, poche o tante che siano, sono coloro che apprezzano una mia creazione anche solo mettendogli un "mi piace" o un favorito su deviantart, o lasciando  un commento qui sul blog. Piano piano la mia arte (se così si può chiamare) si definisce attraverso quello che imparo e che la mia mente partorisce ma anche attraverso il supporto di voi che mi seguite, facendomi sentire il vostro supporto, perchè mi fate capire che forse non ho sbagliato a seguire i miei sogni.

Nei periodi come questo in cui mi sembra di non giungere da nessuna parte e di continuare a naufragare in un mare senza terra devo volgere lo sguardo a questa cosa che sto costruendo, mattone per mattone, non senza fatica e sofferenza, e devo pensare che non ho sbagliato e che l'unico sbaglio che posso commettere, ora come ora, è arrendermi.

Grazie a tutti voi che mi seguite. Un abbraccio...

venerdì 10 febbraio 2012

2012... che vogliamo fare?

"Anno bisesto, anno funesto" l'avete mai sentito dire?
Io non ci avevo mai fatto caso fino al lontano (ormai) 2008, quando, in effetti, l'anno non è stato proprio dei migliori... ma ho conosciuto Daniele <3 e ho ritrovato me stessa... quindi diciamo che si è salvato in calcio d'angolo.
Il 2004, da quel poco che ricordo, nemmeno fu un anno degno di nota, e mia mamma si ammalò (e di certo sono successe altre cose che non ricordo. Forse fu l'anno in cui fui operata di urgenza per emorragia interna; non me lo ricordo benissimo, sinceramente.
Comunque questo 2012, anno bisestile per eccellenza a dire dei Maya, è cominciato zoppicando e prosegue arrancando.
Se prima, il tempo che avevo per me stessa era poco (e da dicembre non ho avuto tanto tempo da dedicarmi, eppure sono riuscita a tirare fuori un po' di cosine), adesso, il tempo è stato totalmente azzerato.
Sarò tutta scuola, lavoro, casa, letto.
E io che mi ero fatta tutto un altro piano...
E siamo solo a febbraio!! Immaginiamo cosa saranno gli altro 10 mesi!

Stasera, poi, non ho dormito per niente bene.
Questo "blizzard" (direttamente da un capitolo di Final) si è abbattuto su Modena, ma più che neve, io ho sentito solo vento e tanto rumore! Così tanto che mi sono svegliata ad un'ora imprecisata della notte - mi sono rifiutata di guardare l'orologio per non condizionare il mio cervello - e sentivo rumori strani (che poi fossero i vicini, o i gatti, o roba che veniva sbatacchiata dal vento, non lo so).
Ovviamente, una volta che Daniele ha controllato di là, i gatti, svegliatisi, hanno cominciato a giocare... poi Daniele ha preso a respirare in quel modo che mi entra nel cervello... il vento fuori che impazzava (e io già immaginavo l'auto sepolta sotto un metro di neve)... e io che stavo in questo stato di dormiveglia dove avevo visioni di me che dovevo per forza vendere delle collane (o_O) Stamattina ero un cadavere! Ora sto un po' meglio, ma il freddo non mi aiuta :(

Quindi, 2012, hai intenzione di migliorare? Hai in serbo per me almeno qualche bella sorpresa? Qualche svolta professionale? Per favore, fai il bravo! Sfatiamo il mito "anno bisesto anno funesto", mi aiuti?

giovedì 17 novembre 2011

Una riflessione

Sono tornata a Salerno per una settimana di ferie. Ho rivisto vecchi amici e ne ho trovati di nuovi.
Ho finalmente partecipato a un Bible Study con gli amici americani e con altri italiani e stranieri. Parlare di Dio con queste persone mi fa sempre ricordare che Dio ci aiuta e ci sostiene in ogni momento, anche quando le cose non vanno benissimo e ci sono persone intorno a noi che ci scoraggiano...
Parlare con questi ragazzi mi fa sentire bene, mi fa sentire capita, e mi riporta sugli unici passi che possono risolvere i miei problemi: quelli della Parola di Dio.
Purtroppo io vivo in un contesto che mi allontana da Dio. Una sola persona di tutte quelle che conosco a Modena è credente come me e purtroppo, per quanto cerco di dire a me stessa che non è vero, "chi va con lo zoppo impara a zoppicare"; non avendo punti di riferimento è difficile mantenere un rapporto continuo con Dio ed è difficile coltivare la relazione che avevo cominciato a costruire con Lui tre anni fa quando vivevo a Salerno e potevo parlare con i miei amici di quello che mi affliggeva e loro mi incoraggiavano e mi davano forza, soprattutto nel seguire Dio e i suoi passi e ad affidarmi a lui per ogni dubbio.

Rivedere alcune persone mi ha fatto riaprire scatole che avevo chiuso e messo via da molto tempo.
Ho ricordato vecchi sentimenti, momenti che mi hanno aiutato a crescere e persone che in poche settimane mi sono entrate nel cuore.
Ho ritrovato persone che mi sono mancate da morire, che mi hanno aiutata con la loro presenza, con la loro forza spirituale, che mi hanno insegnato tante cose su Dio che io non conoscevo.
In questi giorni ho capito che spesso chi non crede è stato ferito da Dio, si è sentito abbandonato da lui e che ci sono tante domande che le persone vorrebbero chiedere a noi credenti.
Per esempio, come facciamo a credere in un libro scritto dagli uomini, oppure come crediamo al soprannaturale narrato nella Bibbia...
Alcuni vorranno chiedere come facciamo ad attribuire a Dio il bene e il male che ci capita quotidianamente.
Insomma, spesso chi non conosce ha paura di quello che non conosce e vuole comunque sapere determinate cose. E' giusto.
Spesso sento dire "...perchè Dio non esiste" ma, come mi ha fatto riflettere un amico: come puoi dimostrare che Dio non esiste?
Dire che ci sono tanti conflitti e tanto male al mondo non è una valida giustificazione.
L'uomo è dotato di libero arbitrio e Dio ce l'ha donato proprio per fare in modo che noi potessimo scegliere se operare bene o operare il male.
Siamo noi a decidere se fare del bene e a noi stessi o se farci del male, come siamo noi che decidiamo di ferire qualcuno o aiutarlo.
Dio può plasmare il nostro cuore, ma siamo noi a decidere come vogliamo operare.
Se noi diciamo che il Signore non ha mai esaudito ogni nostra preghiera, ci siamo mai chiesti come gliel'abbiamo domandato?
Voi fareste mai un favore ad una persona che vi ignora deliberatamente per anni e poi un giorno viene da voi e vi dice che ha bisogno del vostro aiuto? Allo stesso modo non è possibile chiedere a Dio qualcosa e pensare che, non avendolo mai calcolato per tutta o gran parte della vostra vita lui vi aiuti...
Ma, se noi ci rendiamo conto che nella nostra vita possiamo essere salvati e aiutati da Dio, e in quel caso lo accettiamo nel nostro cuore, e coltiviamo questa relazione appena nata, allora le nostre preghiere verranno esaudite; e più noi coltiviamo questa relazione con Dio, più soddisfazioni ci darà in futuro. Provare per credere.

Io rispetto il punto di vista di chi non crede in Dio, ma spessissimo, mi sembra che queste persone debbano puntare il dito sul nostro credo dimostrando non solo una grandissima mancanza di delicatezza ma anche una grandissima mancanza di rispetto verso il prossimo.
Criticare un cristiano non porterà certo quest'ultimo a non credere nè di certo portetà beneficio e soddisfazione a chi lo critica.
Ma lo stesso vale per le cose quotidiane: non puoi coltivare un' amicizia se hai solo parole amare per l'altra persona, se non riesci mai a metterti nei suoi panni, se non riesci a capire l'altra persona. A volte il nostro ego è così smisurato che sminuiamo deliberatamente quello altrui senza renderci conto che spesso possiamo imparare qualcosa da quelle persone che tanto critichiamo, mentre, rimanere nella nostra cerchia e sentirsi dire sempre solo "sì hai ragione" ci porta solo a diventare ancora più ignoranti di quanto non siamo già.
Dire che non si crede senza effettivamente capire a che COSA non si sta credendo e come dire io sono ignorante e me ne vanto pure. Mi ricorda tanto una persona che conoscevo ormai 5 o 6 anni fa che criticava tutto e tutti e poi se gli chiedevi "ma hai mai letto tal cosa o hai mai parlato con tal persona?" la persona ti diceva "no, ma non c'è bisogno di farlo". Bell'ignorante!
Io non mi permetto mai di giudicare le persone che mi circondano senza aver capito prima le loro ragioni, perchè chi me lo dice che se una persona, un bel giorno, mi aggredisce senza una "ragione apparente" è automaticamente pazza?! Magari io ho fatto qualcosa o più di una cosa nel corso della nostra relazione (di amicizia, di conoscenza, d'amore o quant'altro) che probabilmente un pò alla volta ha portato codesta persona a non sopportarmi più! E se io non mi chiedo nemmeno perchè questa all'improvviso è uscita pazza e ha fatto o detto qualcosa che mi è parso assurdo, allora pecco di mancanza di giudizio e di rispetto, perchè non sono nemmeno in gradi di capire che faccio del male agli altri!
Ora chi ha orecchie per intendere...

venerdì 14 ottobre 2011

Le clique che con cliccano

Avete mai provato la sensazione di essere fuori luogo? Di non appartenere a un certo posto, o di sentirvi esclusi da una cerchia?
A volte lo vedo nelle persone, a volte in me, che ci sforziamo tanto di essere accettati, ma siamo sempre fuori e non possiamo farci nulla.
Al liceo avevo un pò quella sensazione. Ero amica con tutti eppure con nessuno (o con pochi) in modo particolare. Quella era una situazione che mi stava bene; io non davo fastidio agli altri e loro non davano fastidio a me, e se c'era da parlare o da scherzare lo facevamo, ma la cosa si fermava là.
Non ricordo gli anni del liceo con nostalgia. Ricordo che una volta finito ero così felice di non doverci più tornare... Lo sono anche adesso. E' un periodo della mia vita che non mi mancherà ne ora ne mai.
All'università le cose erano diverse. Lì ho stretto delle belle amicizie che ricordo ancora adesso. Stavo bene con i miei colleghi e mi divertivo ad andare a seguire i corsi, per poi uscire e andare a mangiare qualcosa o a fare un giro. All'università, non c'è niente a fare, cresci perchè è l'ambiente che ti mette in quella condizione.
Passi gli esami solo se hai studiato e non c'è santo a cui tu possa appellarti altrimenti. Esci dalla mentalità dell' "andare a scuola", perchè quando ci vai sai che la lezione è così un giorno e sarà diversa quello dopo. A volte i prof non si presentano e ti sei fatto un'ora di viaggio per niente.
Quelli dell'università sono stati i quattro anni più belli ma anche più sofferti della mia carriera scolastica. Lì mi sentivo al mio posto. Sceglievo io le persone con cui stare e sapevo che loro avevano scelto me.
Oggi ho più gruppi di cui faccio parte, alcuni più piccini altri più grandi. Ma c'è uno di questi gruppi di cui non mi sento parte. E infondo forse nemmeno mi va.
Forse siamo diversi, loro e io; forse c'è chiusura mentale dall'altra parte, o forse semplicemente non leghiamo, succede. E' un pò, secondo me, lo stesso motivo per cui gli animali vanno d'accordo o no, è un fatto di odore, di piacersi. 
Ma questo non lo vedo solo per quanto riguarda me. A volte vedo che proprio non si fa il minimo sforzo per accogliere una persona, per farla sentire a suo agio.
Ci sono persone che hanno difficoltà a esprimersi, ma se proviamo a dargli una mano, magari per loro diventa più semplice fare amicizia.
Io, tutto sommato, mi ritengo fortunata. Ho delle persone su cui posso contare e non sono sola, e quindi di quelli che non si sforzano minimamente di capirmi me ne infischio, lasciano il tempo che trovano. E' solo che avevo pensato che avrei trovato qualcuno molto simile a me, e invece l'ho trovato da tutt'altra parte e ne sono pienamente felice.

Quello che voglio dire è che se anche voi a volte non vi sentite parte di qualcosa, guardate altrove. Non tutte le persone possono capirci e non tutti sono "fatti per noi". Di sicuro, quando meno ve lo aspettate, troverete qualcuno che vi amerà per quello che siete e non avrà pregiudizi nei vostri confronti. Ci vuole tempo e pazienza, ma alla fine gli amici arrivano.
Spero che quelli che ho lasciato a casa a Salerno si ricordino di me, come io mi ricordo di loro.

Cambiando argomento: Oggi non sono potuta andare a scuola perchè la batteria della mia macchina è morta. Tempo record un mese. Beh, l'auto ha comunque 3 anni e secondo me è rimasta spenta molto tempo, ma comunque... è una bella batosta dopo così poco tempo, pagare 125 euro per un'auto che abbiamo pagato 7000 euro >__> 
Speriamo che le sorprese siano finite qui!

sabato 8 ottobre 2011

Faith leads me eveywhere

Ultimamente fatico a tenere il morale sempre alto e altrettanto vale per la mia autostima.
Cerco sempre di dare il meglio ma è difficile in alcune situazioni, soprattutto quando vedi che investi tanto e rimani con un pugno di mosche in mano.
Cerco di affidarmi a Dio; di ripetere a me stessa che Lui ha un piano per me, che sa dove sono diretta e che tutto andrà bene. Cerco di lavorare tanto su me stessa e su questo pensiero...

Ricordo circa tre anni fa, quando ho perso quella che credevo la colonna portante della mia vita, tutto mi sembrava nero e senza una scopo. Non sapevo più cosa fare, a chi rivolgermi, con chi parlare.
Poi, dopo poco tempo, ho trovato Dio, grazie a delle persone che rimarranno sempre nel mio cuore e che non smetterò mai di ringraziare. E da allora, da quando ho accettato Dio nella mia vita, le cose hanno cominciato a prendere una buona piega, ottima direi. Ma niente è stato facile, anzi...
Il mio più grande desiderio era trovare la persona giusta per me. Dopo il mio ex, altre due persone sono entrate nella mia vita, chi per più che per meno tempo, e le cose non sono andate come speravo e come pregavo Dio che andassero. Eppure, anche queste persone, nonostante mi abbiano ferita lasciando un segno nel mio cuore, sono servite a farmi capire cosa davvero desiderassi per me e cosa meritavo davvero sul piano dell'amore.
Dio aveva battuto la strada che mi avrebbe poi portata da Daniele e mi avrebbe dato la possibilità di amarlo e apprezzarlo, e questo non sarebbe stato possibile se prima io non avessi lavorato su me stessa, sui miei sentimenti, su quello che volevo davvero, e soprattutto se io avessi continuato a porre altri perni nella mia vita diversi da Dio.

E' ancora difficile per me non perdere il mio focus su Dio e non lasciarmi distrarre dai miei desideri, da quello che vorrei raggiungere a tutti i costi, anche quando non è ancora il momento.
So che quando abbiamo un desiderio Dio provvederà ad esaudirlo, ma secondo i suoi tempi e i suoi modi.
Avrei voluto subito trovare la persona giusta ed essere felice in amore, eppure sono dovuta passare attraverso varie prove, attraverso momenti in cui avrei voluto strapparmi il cuore, momenti in cui volevo fare le cose secondo il MIO modo di fare e non secondo il SUO... ma alla fine ce l'ho fatta. Ho resistito, ho pregato, ho pianto, mi sono lasciata guidare da Dio, abbandonandomi a Lui, e lasciando che Lui operasse nel modo che riteneva più idoneo. E tutto è andato al suo posto.
E' stato sempre così dal giorno in cui sono diventata una vera Cristiana.

In questo periodo sono insoddisfatta. Cerco di realizzarmi professionalmente e trovo una serie di ostacoli sul mio cammino. Spesso vedo che non c'è rispetto nei confronti delle persone. La gente se ne frega anche solo di prenderti in considerazione, anche solo aprire una mail è troppo faticoso; nessuno riesce ad essere onesto.
Ma fare un pò di Bible Studing con un'amica, e leggere la Parola, parlarne e pregare mi dà la speranza per andare avanti.
Come ho sempre fatto cerco di affidarmi completamente a Dio, perchè il momento giusto arriverà.
Devo solo fidarmi di lui e continuare ad esercitarmi e a imparare, perchè un giorno potrò diventare quello che il mio cuore desidera.
Sto lavorando molto su questo. Non è affatto facile; mi sento giù e mi abbatto facilmente, ma devo resistere e stare tranquilla.
Devo avere Fede, perchè quella mi ha sempre portato dove volevo arrivare. Sempre.

venerdì 16 settembre 2011

Sii parte della massa, ma con stile!

Ormai credo sia noto a tutti il programma di Real Time "Come ti vesti?!"...
Ammetto che è un programma anche simpatico da guardare un paio di volte, ma poi cominci a pensare: chi sono sti due tipi per dire alla gente che si veste male?! E poi, davvero, dopo un pò diventa trito e ritrito e cambi canale di default (come poi per molti programmi di RT come Vendo casa o Cortesie per gli ospiti)
Ok, è vero, alcune persone hanno davvero un pessimo gusto e non sanno valorizzarsi, però spesso e volentieri mi sembra che Enzo e Carla vogliano mettere degli standard: "O così o non ci siamo" e alla fine del programma troviamo tutte persone omologate, che si sono trovati con tre capi nuovi costati un occhio della testa (perchè non penso che una persona normale spenda 600 euro per un vestito da passeggiata o_O) ma che non dicono nulla di se stessi e nulla di nuovo.
Per loro, probabilmente, una ragazza della mia età che indossa una borsa o una felpa di Tokidoki  (sapranno chi è?) o, che so, delle sneakers o delle flipflop quando esce per andare a lavorare, non è concepibile. Non va bene se non c'è il tacco!!! Giusto?
Penso che il loro programma sia fine a se stesso. Sarebbe più utile un programma in cui fai vedere come una persona può valorizzare il suo stile ma allo stesso tempo vestirsi in modo più che decente anche con pochi euro. Non vorrei dire una scemenza, ma si trovano delle cose molto carine e originali e a un prezzo contenuto anche in catene come OVS, Pull and Bear o Pinkie, così come spesso ci sono dei negozi particolari che vendono accessori non troppo costosi che se abbinati bene possono fare la loro figura.
Per fare un esempio, al mio compleanno ho indossato un vestitino comprato in saldo da Pinkie, con una fantasia molto carina e uno scollo a V sul davanti, stile impero, che abbinato con una borsetta nera e un paio di sandali (anche quelli presi in saldo ma comunque pagati 42 euro, ahimè) faceva una bella figura.
Oppure, siccome mi piace vestire sportiva ma pucciosa, posso sempre indossare una maglietta con una bella decal sopra, che mi disegna comunque bene la figura, sopra una felpa avvitata bianca e con un paio di jeans comodi maaderentie un paio di sneakers, il tutto abbinato a una bella borsa fatta a mano di Black Milk o Aero Postale (quella presa in America), mi sono vestita in modo carino, ma sempre nel mio stile, per non più di 50, al massimo 60 euro.
Certo, gli abiti che presentano in CTV sono belli, eleganti e magari di ottima qualità, ma ce ne può stare uno o al massimo due o tre di quei capi nell'armadio di una persona normale... Non siamo tutti figli di magnanti dell'industria o di parlamentari! Molti di noi hanno uno stipendio comune con cui devono mantenere casa e famiglia e magari concedersi qualche sfizio.
Non dico che uno deve vestire male o deve indossare la prima cosa che capita, ma che se una persona sta bene con se stessa, si sente a suo agio con i suoi panni e non con quelli che qualcun altro sceglie per lei.
Amo l'estate proprio perchè quando devo uscire e ho fretta, con 15 euro al massimo ho indossato qualcosa di fresco, di comodo e di economico che mi farà sentire comunque a mio agio e non starò lì a pensare tutto il tempo che il vestito che indosso è pregiato e costoso e avrò paura di sporcarlo anche solo sedendomi su una panchina...
CTV è un programma carino, ma da un messaggio sbagliato secondo me: Vestiti impeccabilmente in ogni occasione, anche se devi stare scomodo, ti faranno male i piedi, e avrai il portafoglio mooolto più leggero. Sii il te stesso che noi (e tutti i tuoi amici che pensano che tu ti vesta una merda) vogliamo per te, così non ci farai sfigurare quando andremo a prendere l'aperitivo e allora sì che ti apprezzeremo tutti di più. Non è bello cioè che piace, ma è bello ciò che è bello (per la massa).

domenica 4 settembre 2011

Birthday... accident

Ho cominciato i miei 24 anni con un incidente stradale :D
Stavamo tornando dalla cena con gli altri, e avevamo da poco lasciato casa di Gio e Fra per tornare a casa nostra.
Eravamo sulla via Emilia Ovest, all'altezza del comet quando vediamo tre prostitute che litigano sul ciglio della strada.
La macchina davanti a noi si ferma, noi ci fermiamo dietro di lei, e poco dopo una terza macchina ci spinge violentemente contro la macchina davanti poichè il conducente era distratto e non ci aveva visti.
Io sbatto il naso e il labbro (poichè ero chinata in avanti) sul cruscotto e poco dopo il rimbalzo mi spinge verso lo schienale dove batto la testa. Il lunotto della macchina di Daniele esplode in mille pezzi. Per un attimo ho avuto la sensazione che la macchina si accartocciasse su se stessa.
Ho avuto davvero paura. Ho aiutato Daniele a cercare i suoi occhiali mentre i due tipi delle altre due auto venivano a vedere come stavamo. Ho subito chiamato il 113 e poco dopo la polizia era lì.
Ho cominciato ad avvertire dolore alla nuca e un pò di mal di testa, così i poliziotti hanno chiamato un'ambulanza per me.
Io credevo che controllassero solo se stavo bene, invece mi portano all'ospedale, da sola, perchè Daniele era rimasto lì con la polizia.
Ero al quanto scossa e spaventata e per giunta sola. Per fortuna tutti sono stati molto carini, dai ragazzi dell'ambulanza agli infermieri e i medici ^_^
In ospedale mi hanno fatto delle radiografie e io tremavo, un pò per lo shock, un pò per il freddo. Dopo un pò è arrivato anche Daniele e allora mi sono sentita sollevata.
Abbiamo aspettato un bel pò il referto del medico, e mi hanno dato 7 giorni a casa con un collare che non mi fa muovere il collo. Mi sento letteralmente impedita in ogni movimento.

Cercherò di impiegare questi giorni per finire i compiti per la scuola, senza affaticarmi troppo, visto che guardare solo la tv dopo un pò diventa odioso! Non riesco a leggere bene, quindi devo mettere due cuscini sotto le braccia per sollevarle ad altezza occhi. Mi piacerebbe disegnare, ma credo sia quasi impossibile.
E' una noia, quindi se volte venirmi a trovare siete i benvenuti, tanto non mi muovo da qui =_= Per fortuna mio padre arriva martedì, almeno mi terrà compagnia mentre Daniele è a lavoro. In oltre abbiamo una sola auto, poichè la sua è rotta, e dobbiamo organizzarci un pò per la spesa e cose così.

Per fortuna non è successo nulla di così grave e stiamo tutti e due bene.
Il mio compleanno è andato benissimo, sia giovedì (con le mie colleghe) che venerdì (con i ragazzi). Ci siamo divertiti e abbiamo mangiato bene e ho ricevuto un sacco di cose carine. Grazie a tutti per essere venuti e aver festeggiato con me ^__^

Il mio compleanno segna sempre la fine dell'estate. Oggi è il primo giorno di pioggia dopo tanto tempo e mi piace stare dentro casa a guardare la pioggia... mi fa sentire al sicuro.
Spero di levare presto questo coso dal collo =__=
A presto

domenica 31 luglio 2011

Ecco cosa succede a lavoro

Oggi vi scrivo un pò tristemente, perchè ieri, per la prima volta in quindici (o forse più) anni, sono stata derubata.
Sta volta nel negozio dove lavoro, dove mi hanno rubato il cellulare da sotto il bancone, tenuto lì apposta per una questione di sicurezza poichè non disponiamo di un sistema di videocamere e sono già successi episodi pericolosi in negozio.
Ho un sospetto su tre ragazzi di colore, poichè è stata l'unica volta che mi sono allontanata dalla cassa prima che mi accorgessi della sparizione del cellulare, ma ovviamente non posso esserne certa al cento per cento. I ragazzi in questione si sono divisi: due si sono messi alle mie spalle dove si trova l'espositore degli occhiali e da dove è visibilissimo cosa c'è sotto al bancone e l'altro mi ha chiamata vicino alla vetrinetta degli orologi, al centro del negozio; in questo modo mi hanno distratta e hanno potuto rubare il telefono. Per fortuna ne hanno preso solo uno, perchè l'altro comunque era nascosto dal primo che era più grande.
Purtroppo me ne sono accorta un bel pò di minuti dopo, e la polizia mi ha detto che non potevano farci nulla...
Ad ogni modo, domani vado a sporgere denuncia e a bloccare il cellulare, cosa che non ho potuto fare prima perchè finivo di lavorare alle 20 e perchè oggi è chiuso l'ufficio.
E' inutile dire che sono molto arrabbiata e soprattutto delusa, perchè purtroppo da quando lavoro, le persone peggiori capitate in negozio sono gli extracomunitari, e non lo dico con un afre razzista, ma è proprio la verità, poichè oltre al furto che è stato proprio l'ultima cosa avvenuta, sono successi altri fatti, tipo l'aggressione alla mia collega, il furto di una borsa enorme (e anche lì, nonostante la mia collega sia subito corsa a fermare una volante, loro non l'hanno per niente aiutata), e soprattutto la maleducazione - gente che sporca in negozio e non si scusa, che entra senza salutare, che ti parla come se ti stesse dando ordini - sono per la maggior parte a opera di extra comunitari. Ovviamente non mancano anche gli italiani che rubano, cercano di truffare, e sporcano o sono maleducati, ma se devo fare una media, direi che sono di più gli extra che si comportano così.
Il nostro lavoro è stancante per non dire anche pericoloso. Non sai mai chi può entrare in negozio e cosa può fare, devi tenere due occhi così per coprire tutta la superficie del negozio ed è IMPOSSIBILE. Devi sopportare la costante maleducazione delle persone e soprattutto spesso la gente pensa che chi fa la commessa, così come la cameriera, è spesso un povero sprovveduto che non ha un'istruzione e altre possibilità nella vita. Poi c'è da pulire quello che gli altri sporcano (per esempio qualche giorno fa ho dovuto ripulire una vetrinetta che era stata totalmente imbrattata di cibo e saliva da un bambino nel passeggino, oppure, sempre parlando di bambini, ho dovuto fare da baby sitter a tre bambini le cui mamme pensavano solo a guardare la merce, che intanto prendevano tutto e lo davano al più piccolo che aveva un certo fare distruttivo, un'altra cercava di intascarsi un anello e un altroa ncora mi ha menato un ceffone a una gamba perchè non lo facevo giocare con la roba... ma stiamo scherzando?!), da badare ai bambini impertinenti perchè le madri li lasciano fare, da pregare che ogni volta i conti nella cassa tornino perchè non abbiamo un fondo cassa che ci copre gli "errori" che spesso è propio il programma a causare... insomma, non è così facile come sembra fare la commessa, soprattutto perchè sai benissimo che il tuo lavoro è svalutato e che puoi anche fare i salti mortali, nessuno penserà mai che ti stai sbattendo come loro.

Passando a un tema più allegro... ho aggiornato il profilo di Taiga e a breve diventerà il profilo di "Taiga e [nome altro gatto], perchè tra meno di una settimana prendere il nostro secondo e penso ultimo gatto. Stavolta puntiamo a un cucciolo, tanto il gattile lo sterilizzerà quando sarà il momento e gratuitamente.
Cercheremo di inserirlo piano piano, così taiga non si sentirà minacciata e in oltre lo faremo quando saremo in ferie, così saremo a casa per supervisionarli.
Adesso vado a passare il mocho a terra >__>
Bye Bye a todos!

mercoledì 18 maggio 2011

Monogrammando...

Vi presento il mio monogramma :)
Fatto in illustrator. Era un compito per la scuola, ma potrei pensare di utilizzarlo sui miei lavori; che ne dite?



Ieri ho visto che tra un mese esce il sequel di Alice american mcgee... Non vedo l'ora *-* 
Quindi volevo prenotarlo, ma ho sbagliato a farmi il bonifico sulla paypal e quindi non so che fine hanno fatto i miei 100 euro >__> Ovviamente il servizio paypal fa CAGARE! E' difficilissimo parlarci, è a pagamento, e in oltre se lo smistamento pretelefonata è sbagliato (quindi ti risponde una tizia invece di un'altra) devi richiamare! Insomma, uno schifo...
Spero solo che mi rispediscano indietro il bonifico. Ma mi sa che se non chiamo non se ne accorgeranno mai...
Se solo la mia carta di credito riuscisse a collegarsi da sè al paypal non avrei avuto bisogno di farmi una carta paypal -.-

martedì 29 marzo 2011

Stiamo provando ad avere un gatto...

Ma pare essere più difficile che adottare un bambino dalla Russia o dalla Cina.
Beh abbiamo visitato 2 gattili per ora. Uno è quello dell'Enpa dove siamo andati due settimane fa e abbiamo visto una gattina che ci piaceva molto.
Una delle volontarie ci ha liquidati subito dicendo "Ah, lei la vogliono tutti; comunque ha i punti freschi e devi aspettare una o due settimane". Al che le diciamo che saremmo tornati sabato, ma io già mercoledì ho chiamato per lei visto che sulla loro pagina di Facebook era apparso l'annuncio per la sua adozione... ma ovviamente era stata adottata addirittura il giorno prima (esattamente 3 giorni dopo la nostra visita). Era chiaro come il sole che era stata già prenotata da qualcuno e che dovevano dissuaderci in qualche modo poichè la regola del loro gattile è "I GATTI NON SI PRENOTANO"... Lol è tutto quello che si può dire...

Vabbè, passiamo al secondo gattile, quello di Marzaglia: Siamo andati venerdì a dare un'occhiata e il ragazzo che c'è ci dice che si adotta solo e il sabato e la domenica (e sorvoliamo su sta cosa); in oltre che ci sono SOLO gatti adulti. Diamo un'occhiata e decidiamo di tornare il giorno dopo, il sabato, per adottare.
Il giorno dopo torniamo e il ragazzo ci dice che dobbiamo aspettare dieci minuti. Aspettiamo, poi lo stesso torna e ci dice che ora non si può adottare perchè non c'è la responsabile. Allora noi diciamo che avremmo aspettato, ma no, l'unica cosa era tornare il pomeriggio o addirittura domenica, cosa per noi impossibile perchè Daniele è fuori città quel weekend e io a lavoro.
Lui allora ci dice di tornane in settimana e io gli faccio notare che è stato proprio lui a dirmi che si adotta solo sabato e domenica o_O Ma lui insiste quindi torno oggi, martedì, e loro sono fuori per una cattura... e tornano alle 17 (e io ero disposta ad aspettare), ma la signora che c'è ci dice che al loro ritorno sarebbero stati impegnati con il cane e non potevano adottare e aggiunge che si adotta solo ne weekend.
A questo punto mi sono proprio incavolata, non per il gatto, perchè ci tornerei altre 10 o 100 volte per prenderla, ma per il fatto che io sono una persona molto precisa nelle mie cose ed esigo che ci si comporti allo stesso modo. Allora se mi dici che si adotta nel weekend e io sono tornata nel weekend addirittura a 3 minuti dall'apertura del gattile, non puoi mandarmi a casa dicendomi che non c'è la responsabile e che solo lei sa far adottare perchè non è possibile che in una struttura che ospita tanti animali solo una persona sappia fare il suo lavoro e nemmeno tanto bene se poi non è al suo posto quando dovrebbe!
Ma io non demordo.
Avere un gatto è una delle cose che ho sempre desiderato e sono disposta ad accettare tutti gli obblighi e gli inconvenienti che questo comporta.
Chi mi conosce bene (e sono poche le persone che davvero mi conoscono) sa che io sono tenace e che porto sempre a termine quello che comincio e che in oltre non lascio mai niente al caso e che se non sono sicura di una cosa non la faccio e ci penso un sacco di volte prima di farla. E' stato così per tutte le cose che ho fatto nella mia vita, come per esempio la mia facoltà o la scuola, o venire a modena, o andare a vivere con Daniele, o anche il lavoro che faccio, nonostante lo trovi faticoso e tutto, ma lo porto avanti anche perchè lavoro con delle persone fantastiche.
Pochi sanno davvero come mi sento. E' facile giudicare una persona quando la si conosce superficialmente. Pochi quindi sanno quanto stia stringendo i denti, o quanto mi sforzi o cosa abbia dovuto passare per essere qui. Non è che io un giorno ho detto "ah voglio studiare grafica" per dirne una, e i miei abbiano detto "ogni tuo desiderio è un ordine"; mia mamma tutt'ora è convinta che non serva a niente quello che sto facendo, anche se non lo dice apertamente, ma lo capisco dal fatto che ogni occasione è buona per dirmi perchè non faccio la specialistica all'università. O mio padre all'inizio non voleva che io facessi scienze della comunicazione e ho dovuto convincere tutti e due che era quello che volevo fare, ma in un certo senso sempre e comunque costretta perchè loro volevano che andassi all'università invece di fare davvero quello che volevo. Poi col tempo hanno capito, ma ho dovuto faticare e così e stato per ogni cosa della mia vita.
Ma quanto davvero io mi sia sbattuta e quanto io continui a lottare e a fare buon viso a cattivo gioco non lo sa davvero nessuno. Nemmeno Daniele, ma semplicemente perchè non è me e non potrà mai davvero saperlo, però almeno lui e pochi (ma buoni) altri cercano di comprendere e apprezzano quello che sono e cercano di supportarmi per quanto sia possibile perchè sanno che io non mi sono mai tirata indietro quando si è trattato di supportare loro.
Se io mi lamento, è perchè questo è il mio modo di sfogarmi e per sopportare anche le cose che non mi piacciono. Almeno io non sono una scarica badile o una che inizia una cosa e la lascia  a metà. Non è da me. E non capisco perchè a qualcuno io dia questa impressione. Posso solo pensare che queste persone non mi conoscano bene e non tentino di capirmi meglio.
Sono una persona adulta ormai e so badare a me stessa; quando ho bisogno di consigli o aiuto li chiedo sempre, perchè non sono una che crede di essere nata imparata o che sa tutto, ma comunque ho un buon cervello e un buon intuito che mi permettono di cavarmela egregiamente da sola e l'ho dimostrato in più occasioni.
Riusciremo ad avere la gattina, è solo questione di tenacia e di tempo, così come è stato per la casa e per tutto il resto. Vi posterò le sue foto non appena sarà a casa con noi.
A presto

lunedì 20 settembre 2010

La mia vita di prima

Alla fine ho trovato un lavoro :) Faccio l'addetta alle vendite (che suona meglio di commessa :p) in un negozio di accessori, part-time, così da avere il tempo di studiare e andare  a scuola, e anche vedere dani e gli altri. Lavoro 4 ore per 6 giorni (compresa la domenica -.-) ma il compenso dovrebbe essere buono, quindi, non mi lamento.
In compenso però, ho paura di non poter scendere a Salerno per un bel pò di tempo, forse Natale, forse prima, o forse dopo...
Mi sono ambientata a Modena, grazie a tutti quelli che mi sono vicini, e a Dani in particolar modo, ma ho tanta voglia di dormire nel mio letto, di stare un pò con mia mamma, mio padre e mio fratello, di vedere i miei amici...
Mi manca ascoltare Paolo e le sue convinzioni politiche.
Mi manca Francesco, quando scende a Salerno, e mi chiama subito.
Mi manca Michele e le sue pazzie.
Mi manca andare in palestra con Roberta o andare dalle ragazze americane che comunque adesso non ci sono più.
Mi manca andare in chiesa a Battipaglia e vedere Rosita, Vladi e tutti gli altri.
Mi manca svegliarmi la mattina e vedere il mare e la costiera. Mi manca la mia vita di prima.
Tuttavia, non disprezzo quella di adesso. Infondo sono felice: sono laureata (e non serve a niente), sto per frequentare la scuola dei miei sogni, posso vedere Daniele quando voglio, e ho un lavoro che giù me lo sarei sognato, che mi permette di togliermi gli sfizi che voglio. Ho degli amici anche qui e con loro mi diverto. Sto bene qui a Modena, ma non è Salerno.
Desidero un giorno della mia vita di prima... è chiedere troppo?

lunedì 24 maggio 2010

Caro lettore spia

che ti fai i cazzi miei e vai a dirli a terzi: ce l'hai una vita tua? Non credo, visto che non hai niente di meglio da fare che leggere i miei sfoghi e fartici i film sopra. non sei mai stato incazzato con i tuoi? Non hai mai pensato che i tuoi non ti capissero? Oh, se veramente è così ti faccio i miei complimenti, altrimenti, e in entrambi i casi, ti mando a fare in culo. Sai, a me non me ne frega nulla se i terzi di cui parlo hanno letto le mie parole, perchè, ci tengo a ribadirlo: E' TUTTO VERO. E sì, penso ancora che mia madre stia sbagliando. Ma sai una cosa: se io fossi in te, mi farei un bell'esame di coscienza perchè se credi di trarre qualcosa dai miei post...  non ti rendi conto che stai solo avallando la mia di tesi: quando non si vuole vedere la trave che si ha nel proprio occhio, si guarda la pagliuzza che sta in quello degli altri :) Quindi, se c'è qualcuno vicino a te, o se mostrerai queste mie parole a qualcuno (motivo per cui so che stai leggendo il mio blog in primis), guardate le grosse travi, anzi, le querce, che tu e il tuo compare avete negli occhi, perchè sono così grandi che non riuscite a vedere più in là del vostro naso!
E' stupido chi crede che tutte le colpe siano solo a destra o solo a sinistra, ma purtroppo il mondo abbonda di stolti e non tutti si rendono conto degli errori che commettono, o se se ne rendono conto non riescono ad ammetterli (brucia la verità, eh?). Soprattutto tu, che ti stai a fare i cazzi miei, non perchè ti interessano (che è poi il motivo per cui stanno qui), ma perchè è bello fare la spia, e siccome non hai una tua vita, ti piace giocare all'investigatore, quando, bello mio, qua c'è poco da investigare. Anzi, ti dirò, c'è solo una figlia che non vede l'ora di uscire da questo inferno, perchè non ha più una vera famiglia, e si sente infelice. Dici questo al tuo amico, visto che lui non sa aprire una pagina web e devi farlo tu per lui (ovviamente il mio "lui" vale anche per una "lei") :) Ah! E se davvero la fonte primaria è su facebook, ho controllato: la mia bacheca non viene proprio visualizzata da chi non è tra i miei amici... quindi devi per forza essere tra i miei amici... e credo di sapere chi tu sia. Ma sai che ti dico, cancellarti mi farebbe solo perdere tempo e farebbe intendere che ho qualcosa da nascondere, ma io non ho nulla da nascondere, e quindi puoi continuare a farti i cazzi miei da bravo ispettore Gadget quale sei, tanto la terza persona nel suo cuore sa che forse il problema è solo tra me e lei, ma non sa affrontarlo, e quindi è più facile prendersela con me, che purtroppo sono solo vittima di tutto questo. Ma tanto, ancora un pò e tutto questo sarà lontano lontano da me; di almeno 700 km. E se davvero qualcuno è così deficiente da  credere che io faccio tutto sto bordello solo per i soldi, mi sa che di relazioni familiari non ne capisce un granchè, e soprattutto dimostra di non conoscere la situazione della mia famiglia affatto o forse solo da una campana (facile così, n'è vero?).
Io voglio solo le cose giuste, le colpe a chi le ha  ( e sicuro nn stanno solo da un lato) e vorrei che mia madre capisse il vero motivo dei nostri litigi. Ma evidentemente è più facile credere a un estraneo che a me. C'est la vie...
E dopo averti dedicato questi dieci, e anche troppi, minuti della mia vita, vado a fare qualcosa di davvero importante.
Bye Bye :D

mercoledì 19 maggio 2010

Un altro pò

Sono stanca.
Fisicamente e mentalmente.
Manca circa un mese dalla consegna alla tesi e alla fine degli esami. Sono nel panico O_O
Continuo a litigare con mia madre e raggiungo livelli altissimi di stress ogni giorno. Anche il mio corpo mi dice che così non va bene: non mi viene il ciclo e credo che sia colpa del post-pillola (visto che l'ho interrotta per far riabituare l'organismo e vedere se mi provocava i mal di testa), anche perchè ho escluso altre cause per vie certe.
Sono troppo stanca ma continuo a fare tutto quello che devo, come in un circolo vizioso da cui mi sembra non uscirò mai: casa, comix, uni, studio, tesi, lezioni di inglese... sono bombardata di cose da fare ogni giorno e non so quando tutto questo avrà una fine. Comincio a preoccuparmi di non riuscire a fare i due esami a giugno. Sono a pagina 17X del libro di sociologia, altre 300 da fare. Più il libro di Pagano, arabo a dir poco, e quello del prof che ancora non ho scorso. Grazie al cielo Etnofotografia è solo da approfondire perchè sennò mi sparavo. Cercherò di scrivere la tesi, o quel che ne resta, nel weekend, perchè non c'è riposo per me, nemmeno la domenica. Devo cominciare a impacchettare un pò della mia roba per il trasloco, ma non ho la forza, davvero, di cominciare. Eppure lo farò perchè devo!
Salirò a Modena tra meno di due settimane, per sette giorni in cui tenterò di studiare studiare studiare, uscire con il mio ragazzo e i miei amici e magari fare conoscenza un pò con le mie coinquiline. Una settimana lontana da questo inferno, almeno in parte.
Devo farcela, devo superare tutto questo. Lo devo fare per me principalmente. Il mio traguardo è vicino. Almeno così pare.

giovedì 13 maggio 2010

Che aridità

Quando guardavo Gilmore Girls pensavo che il rapporto tra Lorelai e Rori fosse davvero bello, qualcosa davvero di unico che è davvero difficile avere nella realtà con la propria figlia. Proverò ad avere un rapporto simile con la mia se mai ne avrò una (o se avrò un maschio :p)... poi guardavo il rapporto che hanno Lorelai ed Emily e pensavo "Dio, questa cosa l'ho già vista!" indovinate un pò dove?
Vi giuro, ho la gola che mi brucia tanto dalle urla, ma non perchè io urli quando discuto, anzi... è la mia controparte che urla come una dannata senza lasciarmi nemmeno finire la frase che già è lì a sputare parole senza un minimo senso.
Sono queste cose che mi fanno ardentemente sognare di andare a Modena e vivere per conto mio e soprattutto di non dover più dipendere economicamente da lei, ma direttamente da mio padre e spero anche da me stessa. Cazzo! Percepisce 2700 euro! Ok, ci sono le tasse, lo capisco. Ma c'è altra gente al mondo che paga le tasse, bada ai figli, paga un affitto (cosa che lei non deve pagare) e lo fa, indovina con quanto... con 1000 euro, certo anche 1500, anche 2000, ma insomma, 2700 euro sono tanti, ma tanti soldi, ma no! perchè lei deve spremere mio padre come un limone perchè è lui che deve pagare, eh, lo dice l'avvocato, la maronna in terra! E la paghetta, secondo lei, è un extra... cioè, mettetevi nei miei panni: studentessa a tempo pieno, con una vita sociale, a 22 anni, se DAVVERO la paghetta fosse un extra, allora vuol dire che io posso anche vivere senza, no? Perchè è questo che sono gli extra: cose che non sono bisogni primari... e allora io come devo vivere? Non dovrei uscire, non dovrei comprarmi nulla, perchè non percepirei la paghetta se questo fosse un extra, giusto? Ma invece non lo è, è un bisogno primario, che lei dice che è extra e che quindi, di conseguenza, non deve cacciare lei, ma mio padre; così come la mia festa di laurea, non è una cosa per me, è un extra che deve pagare mio padre... Sapete che vi dico? Ma chi se ne frega della festa di laurea, cioè, se una madre, deve stare a fare discorsi sui soldi perchè quello costa troppo, e quello pure, e toglie la gioia di qualsiasi cosa perchè tutto viene ridotto a un cazzo di numero, ma io non la voglio la festa perchè non c'è un cazzo da festeggiare se non il fatto che me ne vado da una casa in cui ormai si ragione in decimali !
Possa essere io dannata se un giorno farò questi discorsi ai miei figli guadagnando 2700 euro! Ma cazzo, se li guadagnassi davvero 2700 euro gliene farei 3 di feste di laurea!
Sono incazzata, frustrata e sto male, perchè vedo gente che sta davvero messa male economicamente, eppure i genitori dicono "possa crollare il mondo io non ti farò mancare nulla". Notasi: io non mi sto lamentando perchè non ho qualcosa nella mia vita; grazie al cielo ho tutto, ma mi sto lamentando perchè da quando c'è stata questa dannata separazione e il mantenimento mio e di mio fratello è stato dato, come è ovvio che fosse, a mia madre, e mio padre deve pagare metà delle spese base più gli extra (che ancora non è ben chiaro cosa sono) in questa casa si capisce ancora meno di prima e mi pare che quel briciolo di umanità che era rimasto ora se ne sia andato via! Mia madre si è sempre vantata che lei è generosa,e per nulla taccagna e io le ho sempre creduto; ma da quando è lei a dover amministrare quel che resta di questa famiglia  è diventato un incubo. Non ci sono mai i soldi al momento, eppure non capisco come 2700 euro, tolte le tasse, possano andare sprecati così in un mese. E badate bene, io non sono la tipa che compra a destra e a sinistra: se mi serve qualcosa lo dico e la si prende (come è successo di recente con dei costumi visto che quelli che ho mi stanno stretti), compro vestiti di rado e i soldi che escono per me sono per la scuola, per il pullman (tutti e due a metà con mio padre) e per il cibo. Visto che di  gran parte delle spese, là metà viene addebitata a mio padre, tutto il resto dei soldi, dove va?!
Questa rabbia reiterata nei confronti di mio padre, poi. E' solo un ulteriore stress che io e mio fratello dobbiamo reggere. Io sinceramente mi sono rotta le scatole. Mi sono scocciata di dover combattere ogni giorno con i problemi degli altri; mi sono scocciata di dover ridurre la mia vita a un cartellino con il prezzo quando in molto casi non ce n'è bisogno. Mi sono scocciata di sentirmi valere quanto uno straccio per lavare a terra.
Se io fossi la madre direi a mia figlia "Ti stai per laureare, ti sei fatta il mazzo a tarallo per 22 anni della tua vita, ancora di più negli ultimi tre anni; ti ho visto piangere e stare male e nonostante ciò hai fatto il tuo dovere di studente e mi hai reso orgogliosa; il minimo che posso fare è dare una festa per te e per i tuoi amici così che tu possa goderti un pò questa meritata vittoria e un beato riposo" queste sono le parole che vorrei sentire uscire dalla bocca di mia madre e non "non possiamo spendere troppo per la festa" oppure "è tuo padre che deve accollarsi tutte le spese perchè dopo quello che ha fatto è il minimo" perchè questo dovrebbe essere il momento più bello e gratificante della mia vita, e si sta trasformando nel momento più arido possibile.
Preferirei essere povera ma avere una famiglia felice che non bada tanto ai soldi ma al valore delle emozioni. Mi impegnerò per essere una madre che non dirà mai una frase simile al figlio, ma se proprio dovrò farlo, sicuro non sarà perchè percepisco 2700 euro di mantenimento mensile.

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